12 – 13 GIUGNO: REFERENDUM PER L'ACQUA PUBBLICA.

Adesso basta! Sull'acqua decidiamo noi. Invertire la rotta: per un governo pubblico dell'acqua.
12 – 13 GIUGNO: REFERENDUM PER L'ACQUA PUBBLICA.

12 – 13 GIUGNO: REFERENDUM PER L'ACQUA PUBBLICA.


ADESSO BASTA! SULL'ACQUA DECIDIAMO NOI.


INVERTIRE LA ROTTA: PER UN GOVERNO PUBBLICO DELL'ACQUA


PERCHÉ UN REFERENDUM?
Perché l'acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L'attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutti possiamo impedirlo.


PERCHÉ DUE QUESITI?
Perché, per poter eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell'acqua, si devono abrogare due articoli di due leggi (l'articolo 23bis della Legge 166 del 2008 e l'articolo 150 in quattro commi del Decreto Legislativo 152 del 2006) che hanno permesso la stesura della norma privatizzante.


COSA HANNO PROPOSTO I MOVIMENTI REFERENDARI?
Vogliono restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva. Per garantirne l'accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene comune. Per conservarlo per le future generazioni. Chiedono una gestione pubblica e partecipativa.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.


QUALI SAREBBERO LE CONSEGUENZE DELLA VITTORIA DEL SÌ?
Dal punto di vista normativo, la vittoria del SÌ comporterebbe, per l'affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità di ricorrere all'art. 114 del Decreto Legislativo n. 267 del 2000.
Tale articolo prevede il ricorso ad enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, consorzio fra i Comuni), ovvero a forme societarie che qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente "privo di rilevanza economica", servizio di interesse generale e quindi libero da profitti nella sua erogazione. Verrebbero, di conseguenza, poste premesse migliori per l'approvazione della legge d'iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.
Inoltre, si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.


Per altre informazioni, visitate il sito http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/